September is coming

Con me in tour per la prima volta, favoloso, uno dei migliori musicisti che abbiamo in Europa, il suo apporto al nostro sound di quest’anno è stato grande. Un artista formidabile. Conoscevo la sua musica ma non avevamo mai suonato insieme poi (…) ci siamo incontrati per una session dell’album e siamo stati bene, quando ha accettato di venire in tour ha fatto nascere in me il desiderio di avere una sezione fiati nuova e pazzesca a partire da lui. Dopo il tour #lorenzolive2018 lo potrete andare a sentire nei suoi tanti progetti live e discografici (sarà anche a Umbria Jazz) e ne vale la pena”.

Jovanotti descrive così la sua collaborazione il suo rapporto con Gianluca Petrella sui suoi social, a seguito della lunga tournée di successo insieme, confermando tutte le qualità proprie di Gianluca: artista totale, visionario e radicale, capace di modellare il materiale sonoro a propria immagine e somiglianza, senza seguire schemi, tendenze, convenzioni. Ogni passaggio, nel proprio percorso artistico, si è sempre saputo distinguere per quel magico mix, destinato a pochi, di creatività, talento, tecnica sopraffina e anima e anche in questo caso lo ha dimostrato pienamente.

Dopo oltre 50 concerti in tutta Italia e in parte dell’Europa si chiude questa preziosa esperienza per il nostro trombonista che è però pronto a ripartire con i suoi progetti più vicini e personali.

Gianluca Petrella & Pasquale Mirra

Un duo a dir poco speciale (saranno presenti a Umbria Jazz il 15 luglio, alle 12, alla Sala Podiani, Galleria Nazionale dell’Umbria) e innovativo. Gianluca Petrella e Pasquale Mirra. Trombone, elettronica, vibrafono e percussioni.
 Due strumenti acustici dal timbro chiaramente diverso e le rispettive incursioni nell’elettronica. Un duo atipico in un gioco di equilibri tra melodia, ritmo, armonia ed elettronica.

La voglia e la curiosità di entrambi i musicisti di esplorare con leggerezza
territori musicali diversi nei quali potersi soffermare e insieme riprendere un nuovo percorso da seguire lasciando che la musica possa determinarne il tragitto.

La sintonia tra i due musicisti lo permette.

Trio 70’s

Amici da una vita, Gianluca Petrella e Michele Papadia rinnovano un sodalizio ventennale in un nuovo divertente progetto, con radici nella popolare Black Music.
Trio 70’s” nasce in occasione della registrazione live per L’Espresso e da un processo di maturazione di Petrella, deciso a dare nuova linfa e un ritmo diverso alle proprie produzioni e che unisca sonorità nord-europee al sound di Detroit e alle nuove frontiere dell’elettronica, comprese le forme hip hop di J Dilla.
Sono bastate poche ore di prove per capire che la strada era quella giusta e che il feeling naturale rimasto intatto fra i due sarebbe stato la base necessaria per dar vita a un suono omogeneo e potente.
Un viaggio indietro nel tempo tra tinte acide e sonorità funk, dove le radici e i pensieri scavano nelle profondità viscerali della Black Music della metà del secolo scorso, per aprirsi e sfociare nella contemporaneità. Gianluca Petrella abbraccia ed esplora oltre quarant’anni di musica per dar vita al nuovo trio con Michele Papadia e il talentuoso batterista Stefano Tamborrino, ricercando equilibrio fra ricerca e interpretazione.

Cosmic Renaissance

Uno dei progetti più completi e riusciti di Petrella, anche dal punto di vista discografico (il vinile è uscito per la sua etichetta Spacebone Records nel giugno del 2016), questo quintetto non si limita solo alle radici jazz care a Petrella, ma esplora R&B, le profondità della Black Music e soprattutto l’elettronica, che qui ha un peso fondamentale e traccia un continuum essenziale con le ultime produzioni del leader. Un lavoro denso, ma al contempo di grande respiro, con illuminanti intuizioni ritmiche, potenti echi e graffianti passaggi dei due fiati (insieme al trombone di Petrella c’è Mirco Rubegni alla tromba), che spremono, penetrano, lasciano un segno indelebile. Il quintetto (da menzionare anche Francesco PonticelliFederico Scettri e Simone Padovani), nato dalla precedente Cosmic Band ma da subito creatura indipendente, raggiunge con il disco una sintonia rara e perfetta, una pienezza di suoni colorata e profonda e uno stile coinvolgente, ironico, semplicemente spaziale.

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